Celeste gaia carlo testo



Di grigio c’era l’acqua sulla strada,


e l’angolo di pane profumava;


quel rosso un po’ sbavato mi guardava,


cosa cercava?


L’anello io lo guardo, mi sta stretto;


se capita lo lancio giù dal tetto;


mi stringo le parole dette in bocca,


la nostra storia.


Non sono adatta al clima,


ho troppo freddo, umido un po’ più di prima.


Entro nell’ascensore: farla a piedi si muore.


Ma d’un tratto mi parli e mi dici che vai al sesto piano.


Carlo, Carlo, vorrei ti chiamassi Carlo:


ho sempre pensato che fosse un bel nome,


ma adesso io cambio opinione.


Verdi, verdi, mi piacciono gl’occhi verdi:


mi sanno di calma interiore e equilibrio,


e li ho sempre associati all’amore.


Io abito al secondo, ma ci penso:


se scendo prima è chiaro che lo perdo;


e fermo questa macchina infernale;


così non vale.


Dal quarto poi cadiamo al primo piano:


ritrovo quel suo sguardo più vicino,


è bello più di quanto mi aspettavo,


è così strano.


Non sono adatta al clima,


e in questo spazio l’aria piano si avvicina;


mi baci nel pensiero, pensa se fosse vero…


Ma le porte si aprono e ricordo di essere in Francia.


Carlo, Carlo, vorrei ti chiamassi Carlo:


ho sempre pensato che fosse un bel nome,


ma adesso io cambio opinione.


Verdi, verdi, mi piacciono gl’occhi verdi:


mi sanno di calma interiore e equilibrio,


e li ho sempre associati all’amore.


Carlo, Carlo, vorrei ti chiamassi Carlo:


ho sempre pensato che fosse un bel nome,


ma adesso io cambio opinione.


Verdi, verdi, mi piacciono gl’occhi verdi:


mi sanno di calma interiore e equilibrio,


e li ho sempre associati all’amore.


Carlo, Carlo, se fosse vero…


Carlo, Carlo, se fosse vero…


Carlo, Carlo, se fosse vero…


Carlo, Carlo, se fosse vero…