Chiara dello iacovo la rivolta dei numeri testo



Numeri in fila, in successione,


grigi e costretti alla sottrazione;


grafici e segni non san capire


che anche chi conta si vuol divertire.


Stufo di seni, coseni e costanti,


un 3 emancipato alzò la voce e…


«Io me ne vado in pochi istanti


se ancora mi semplificate in croce.»


E a cosa servono i numeri


per calcolare la vita?


Una volta che 6,


che te ne frega di ogni altra cifra?


E a cosa servono i segni,


se non li sappiamo vedere?


Intrappolati tra conti e convegni,


scordiamo le cose più vere.


Mossi dal moto della ribellione,


un 23 gridò col 31:


«Che dobbiam dire noi numeri primi,


che non ci vuol mai divider nessuno?»


Urla e lamenti si alzarono in coro;


somme e fattori, prodotti, quozienti.


E le circonferenze, ormai senza lavoro,


lasciaron fuggire le loro tangenti.


E a cosa servono i numeri


per calcolare la vita?


Una volta che 6,


che te ne frega di ogni altra cifra?


E a cosa servono i segni,


se non li sappiamo vedere?


Intrappolati tra conti e convegni,


scordiamo le cose più vere.


E fu così che, tutto ad un tratto,


la matematica fu smantellata,


per una cifra che aveva preso atto


di quella rigidità esagerata.


E ora quei numeri corrono liberi


in mezzo alle pagine senza confini;


ed è sparita, assieme a quei limiti,


la solitudine dei numeri primi.


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E a cosa servono i numeri


per calcolare la vita?


Una volta che 6,


che te ne frega di ogni altra cifra?


E a cosa servono i segni,


se non li sai interpretare?


Intrappolati tra conti e convegni,


scordiamo persino di amare.