Daniele Celona Mille Colori Testo

Lascia intatta la mia faccia

In una foto almeno in un ricordo solo ma vero

Lascia cadere in una goccia il rimmel nella pioggia

Di lacrime e veleno è pieno il mondo, di già.

Resta, colpevole e distratta,

come se fosse un altra

la bocca sul tuo seno, pieno.

Resta che l’alba arriva ora

ma non ho fame ancora

di nuvole e sereno, è pieno il giorno

Si sa, ma tremo intanto

Chissà perché.

E la sindrome dell’acquilone è bello se distante

che chi lascia non rimpiange

perché si fa sempre in tempo a volgere lo sguardo prima che si schianti al suolo,

Era mio quel suono.

Mangiare quel che mangiano i tuoi gatti,

con l’orgoglio della tua parola data,

non avere più contatti,

perché il peso del rimorso può sembrare più leggero del morso della fame

Ma non per te

Tu che non disdegni neanche di sdraiarti su di un campo e vedere la bellezza dei tralicci che dal basso sembrano tagliare il cielo in tante strisce di quel nero bianco smog particolato

Di questa fottuta città

Sorridendo a denti stretti respiro

Masticando in incisivi come se polveri sottili,

Onde corte più invisibili dei moti del tuo cuore

A-mo-re.

A-mo-re.

Lascia le tue mani nella pioggia

Resta così immobile nell’alba.

Lascia le tue mani nella pioggia

Resta così immobile nell’alba.