Germano bonaveri le citta invisibili testo



Sai che Villa Meridiana è un paradiso


lontano secoli dalla povertà ?


come vorremmo dar la colpa al caso


per scelte fatte in piena libertà.


Tra agronomie misteriose e lontane


fatte di boschi e marcite fangose,


di gracidare sommesso di rane,


di voci basse tra porte socchiuse


Scoprì che questo "lancinante mondo umano"


non offre idee, ma solo barricate;


poi ribellarsi con la penna in mano


ed inventarsi storie mai vissute:


Kublai Khan, lascia che ti racconti


di una qualunque di cento città,


di come il rosso di certi tramonti


possa far piangere di felicità.


Perso tra i sogni di Marco Polo


ebbe visioni chiare della vita,


l'ispirazione di un momento solo


con quella penna stretta tra le dita.


Despina si staglia all'orizzonte


e prende forma dal deserto cui si oppone,


è un confine tra due vuoti, come tante


città del nulla o di quello che rimane.


Chi vive a Bauci conosce la distanza


(mondo di cielo forse mai esistito)


restando muto a contemplar la propria assenza


tra castelli di nubi rubati all'infinito.


Città invisibili sepolte in fondo all'uomo


come ancestrali ricorsi di saggezza,


come parole emesse senza un suono,


come l'ultimo atto della giovinezza.


Kublai Khan, lascia che ti racconti


di una qualunque di cento città,


di come il rosso di certi tramonti


possa far piangere di felicità.


Perso tra i sogni di Marco Polo


ebbe visioni chiare della vita:


l'ispirazione di un momento solo


con quella penna stretta tra le dita.


Kublai Khan forse ti ho ingannato


o forse tu ti sei beffato di me;


Kublai Khan non siamo mai esistiti:


stupidi fantasmi in mezzo a troppi se


e forse, il mondo, è l'immaginazione


che sa dipingere le città che sai,


Marco Polo è soltanto l'illusione


di ciò che in fondo non saremo mai.


Sai che Villa Meridiana è un paradiso,


lontano secoli dalla povertà?


come vorremmo dar la colpa al caso


per scelte fatte in piena libertà...