Gesualdo bufalino la sosta testo



Con un gelato davanti


e la morte dentro la mente


seduto a un bar di Piazza Marina,


guardo due mosche amarsi sulla mia mano,


come colpi di batticuore


odo martelli battere sulle rotaie,


mi chiedo perché vivo,


che grido o che caduta m’aspetta dietro l’angolo,


rammento un altro sole rovente come questo


sulla mia testa rasa di soldato,


un’altra attesa, un’altra fuga, un’altra tana.


Ora pago, mi alzo, questo giorno è sbagliato,


questo e gli altri di prima, sono un uomo infelice.