Jovanotti Testi

Jovanotti LigaJovaPelù – Il mio nome è mai più Testo

Io non lo so chi c’ha ragione e chi no,

se è una questione d’etnia, d’economia oppure solo pazzia; difficile saperlo.

Quello che so è che non è fantasia,

e che nessuno c’ha ragione e così sia,

a pochi mesi da un giro di boa per voi così moderno.

1

C’era una volta la mia vita,

c’era una volta la mia casa,

c’era una volta e voglio che sia ancora.

E voglio il nome di chi s’impegna a fare i conti con la propria vergogna.

Dormite pure, voi che avete ancora sogni, sogni, sogni.

Il mio nome è mai più, mai più, mai più.

Il mio nome è mai più, mai più, mai più.

Il mio nome è mai più, mai più, mai più.

Il mio nome è mai più, mai più, mai più.

Eccomi qua, seguivo gl’ordini che ricevevo.

C’è stato un tempo in cui io credevo

che arruolandomi in aviazione io avrei girato il mondo

e fatto bene alla mia gente, fatto qualcosa d’importante.

In fondo a me, a me piaceva volare.

C’era una volta un aeroplano, un militare americano,

c’era una volta il gioco di un bambino.

2

E voglio i nomi di chi ha mentito,

di chi ha parlato di una guerra giusta.

Io non le lancio più le vostre sante bombe, bombe, bombe.

Il mio nome è mai più, mai più, mai più.

Il mio nome è mai più, mai più, mai più.

Il mio nome è mai più, mai più, mai più.

Il mio nome è mai più, mai più, mai più.

Io dico sì, dico si può, saper convivere è dura, già, lo so,

e per questo il compromesso è la strada del mio crescere.

E dico sì al dialogo, perché la pace è l’unica vittoria,

l’unico gesto in ogni senso che dà un peso al nostro vivere, vivere.

Io dico sì, dico si può, cercare pace è l’unica vittoria,

l’unico gesto in ogni senso che darà forza al nostro vivere.

Il mio nome è mai più, mai più, mai più.

Il mio nome è mai più, mai più, mai più.

Il mio nome è mai più, mai più, mai più.

Il mio nome è mai più, mai più, mai più.

E voglio i nomi di chi ha mentito,

di chi ha parlato di una guerra giusta.

Io non le lancio più le vostre sante bombe.

E voglio il nome di chi s’impegna a fare i conti con la propria vergogna.

Dormite pure, voi che avete ancora sogni, sogni.