La Conscienza di Zeno Testi

La Conscienza di Zeno La Città di Dite Testo

Io non volevo percorrer le perfide scale

che tortuose collegano il cuore al cervello.

Perché lo sapevo di certe persone

che all’improvviso fan gran scivolate,

cadono lungo la spina dorsale

nel fondo profondo, per tre spire e mezza,

dove si trova la coda del diavolo.

Io non volevo causare un disturbo ai miei morti

che la notte non stanno mai quieti.

Sono arrivati a legarmi piedi e mani,

posso soltanto fare i salti in un sacco.

Posso soltanto annuire ai superiori

perché asseriscono che io sia solo un matto.

Il mio pensiero torna al tempo che suggevo

le roride perle di saliva che tu espellevi a bollicine,

quasi fosse panacea, capace di guarirmi.

Mentre ti bevevo, sprofondavo nel tuo male.

Io non mi accorgevo che rubavi le mie spighe,

nella rete che intessevi di ammicchi e ritrosie,

maledetta gattamorta. Maledetta.