La Conscienza di Zeno Testi

La Conscienza di Zeno Sensitività Testo

Io come mai potrò credere in un dio

obnubilato, ascoso ed addormentato?

Io voglio individuare il mio Sé,

come fecero gli Angeli, con le Figlie degli uomini.

Trasmutare e sublimare

le energie nell’alchimia interiore

e percorrere in caduta

le sefìre oscure, vincere il terrore di

risplendere di Luce.

Sensitività.

Io devo risvegliarmi dal sonno

in cui trascorre la vita agile.

Io sono moltitudine d’Io,

seme che genera demoni meridiani.

Un demiurgo con il becco,

che ghermisce i suoi figli con gli artigli,

li imprigiona tra promesse nel giardino

dove la mia infanzia incespicò,

tra i pensieri neri neri.

Sensitività.

In silenzio scali il monte verso i ghiacciai

ne assapori i profumi che sentivi da bambino.

Scivola lo sguardo nel crepaccio più profondo

ma procedi a testa alta, Re del Mondo.

Tu, Re del Mondo.

A passo lento lassù

dove governarono Giganti e Dei.

Raggiungerai l’Assemblea

dei Saggi senza Virtù.

Tu vedrai Giacobbe che parla ancor tra sé,

aspettando una risposta che non c’è.

O un tartaro disperso che cercava il deserto

ma si è perso come ti perderai tu.

A passo lento lassù

con il fiato che si fredda in volute.

Festeggerai il potlatch

al banchetto degli Dei senza Virtù.