Marlene kuntz 111 testo



Si sposarono in estate


traversarono le contrade


fino ai peschi nel cortile


del podere padronale


Festeggiarono ad effetto


si schiantarono nel letto


poi in viaggio senza stile


sulle spiagge del Grecale


Lei lo amava in qualche modo


e la vita si assestava così


Lui la amava più che poco


e la vita proseguiva così.


Con rapidità volgare


presero a farsi del male


e un fanciullo assai vezzoso


venne a farne le molte spese


Smisero di far l'amore


smisero anche di scopare


smisero di dormire insieme


e smisero di chiacchierare


Lui imbroglione di tenace infedeltà


alle bassezze la sua lenta deriva portò


Lei che lo attese con inquieta lealtà


dopo tre anni un amore nuovo si trovò


un amore nuovo...


Non è stato difficile


raccontare questa storia


di ordinario fallimento coniugale


e non fu esattamente impossibile


accettare per me stesso


l'ipotesi dell'abiezione


in fondo pensavo dovrò fare i conti


con una crescente contrizione


passando la vita a vergognarmi


per un talento giocato davvero molto male


ma quale orrore quando mi accorsi


di averla uccisa prendendola a martellate


quale orrore quando mi accorsi


di averla punita massacrandola


a martellate..


quale orrore..


ma quale orrore!


che mostro sono


che mostro sono


e non so neanche farmi fuori da me!


no, non so neanche farmi fuori da me!


Qualcuno ha voglia di pregare per me?


Qualcuno ha voglia di pregare per me?