Pippo Pollina Testi

Pippo Pollina Laddove crescevano i melograni Testo

Laddove crescevano i melograni c’era un profumo di erba bagnata

la primavera girava in carrozza e l’afa non era ancora arrivata.

E ci bastavano venti lire per rimediare un cono gelato

guadagnato nei pomeriggi a dissetare l’orto e il roseto.

Laddove crescevano i melograni ricordo ancora il posto segreto

dal quale spiavo gli operai cantare la pausa accanto a un roveto.

E deponevano oli e formaggi su una tovaglia fresca di lino

e la fragranza riempiva le mani fra le formiche e un bicchiere di vino.

E mi dicevo corri ragazzo che verra’ giorno sarai come loro

e costruirci una casetta sara’ in fondo come trovare un tesoro…

Laddove crescevano i melograni l’estate era una palla di fuoco

lo sguardo ingenuo delle ragazze stava cambiando poco a poco

e le osservavo senza capire il gioco suadente del sorriso

che ricamavano su quella bocca alito dolce di fiordaliso.

Laddove crescevano i melograni d’autunno con la tramontana

a portar da mangiare ai cani a digiuno da una settimana

che’ all’uscita di scuola le facce mai viste prima di certa gente

che ci parlavan di pane e giustizia di lotta di classe di rabbia crescente.

E mi dicevo corri ragazzo che verra’ un giorno sarai come loro

la rivoluzione che ci aspetta sara’ in fondo come trovare un tesoro.

Laddove crescevano i melograni cadeva la neve di tanto in tanto

mentre i coltelli sporchi di sangue volavano come frecce nel vento.

Crollavano tutti come birilli attori prima dell’abbandono

lo stato in cravatta al funerale e un attimo prima a firmare il condono.

Laddove crescevano i melograni di rado arrivava il carnevale

mentre il corteo sfilava grasso brindavan la morte di ogni ideale

ed un trionfo di ballerine e di energumeni tatuati

Milano da bere e Roma da amare felici contenti e addormentati.

E mi dicevo corri ragazzo prima che il germe della vergogna

possa vincere il tuo disprezzo possa ubriacarti come una spugna

e mi dicevo corri fai in fretta prima che uccidano la fantasia

con una scatola usa e getta con un controllo di polizia.

Laddove crescevano i melograni ci torno ogni tanto di nascosto

a piangere l’uomo che non sono stato ad assaporare l’odore del mosto.

E sulle orme della sconfitta trovo un ritratto che mi appartiene

io non vi ho mai lasciato davvero tra i libri di scuola ali e catene.

E mi dico corri ragazzo arrivera’ il tempo dove ogni cosa

avra’ il posto che gli compete e una rosa e’ una rosa e’ una rosa

e mi dico non ti fermare che questo viaggio che ti consola

ti accarezza come una madre come la scia di una lacrima sola.